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Chi siamo

Una dimora costruita nel 1900 ristrutturata per ospitare utenti affetti da disturbi cognitivi.

Quando si pensa a “casa” non si pensa solo ad un edificio, ma ad un contesto vivente a cui sentiamo di appartenere, un porto a cui siamo ancorati da una questione identitaria. La casa è il luogo simbolico e reale del rifugio e della sicurezza, della intimità e della stabilità.

La struttura

Ambienti

Gentle Care

Operatività

Mission

Ubicata sulla strada provinciale Terlizzi-Ruvo al civico 23, è una dimora costruita nel 1900, ristrutturata ed adeguata di recente secondo le vigenti normative per ospitare utenti affetti da disturbi cognitivi.

La struttura vanta ampi e luminosi spazi, su una superficie di 600mq, raggiungibili anche con ascensore per agevolare gli ospiti con deficit deambulatori. Fra le numerose opere eseguite, sono stati conservati tutti gli originali decori posti sulle volte a crociera per offrire il più possibile la percezione di casa e non di istituto, così come indicato dal metodo Gentle Care.

Quando si pensa a “casa” infatti non si pensa solo ad un edificio, ma ad un contesto vivente a cui sentiamo di appartenere, un porto a cui siamo ancorati da una questione identitaria. La casa è il luogo simbolico e reale del rifugio e della sicurezza, della intimità e della stabilità.
Nell’ambito della metodologia Gentle Care il paradigma dell’ambiente protesico è la casa, poiché essa è la sintesi di molti elementi connessi con la soggettività di ogni persona, rappresenta lo spazio di massima familiarità, l’ambito in cui il riconoscimento degli ambienti e del loro significato d’uso deve essere immediato. Nella costruzione dell’ambiente protesico sono stati presi in considerazione alcuni criteri fondamentali come:

  • la sicurezza;

  • la progettazione e la configurazione è stata quella di creare spazi interni ed esterni protetti, con supporti tecnologici, di illuminazione e segnaletica eliminando ogni forma di ostacolo che possa limitare la fruibilità degli ambienti, cosi che l’ospite possa godere della massima libertà nel pieno dell’autonomia/autodeterminazione;

  • La facilità di accesso;

  • la libertà di movimento e la fruibilità dell’ambiente devono consentire all’utente di conservare la sensazione di controllo sullo spazio circostante e di accrescere il suo senso di appartenenza e di padronanza nei confronti delle diverse aree interdette.

L’ambiente può compensare i deficit cognitivi. Le caratteristiche dell’ambiente, pur non mutando il naturale decorso della malattia, possono ridurre i problemi comportamentali e rallentare il declino delle capacità funzionali dei soggetti con demenza. Tuttavia perché ciò sia possibile, gli spazi devono allontanarsi dalle grigie e anonime ambientazioni legate al concetto di “istituzionalizzazione” e divenire spazi residenziali e ambienti di vita organizzati per funzioni e finiture in base alle esigenze di chi li vive.

Spazi che stimolano l’autonomia residua e la ricerca di qualità del vivere che si mantiene anche in età avanzata. I nostri ambienti si distinguono per essere del tutto privi di corridoi. Anche i colori hanno la loro importanza. Le porte ad esempio sono ad anta unica con colori diversi per differenziarli dagli ambienti. Le pareti, di colore diverso, hanno declinazioni pastello e toni caldi e naturali nel soggiorno e nella zona relax, mentre colori vivaci contraddistinguono gli ambienti di servizio e i laboratori.

Il nostro sistema di illuminazione prevede corpi illuminanti a luce calda e diffusa in modo omogeneo. La pavimentazione è distinta per ambienti. Nelle zone comuni prevale il pavimento in legno naturale, negli ambienti di servizio ceramiche antiscivolo con colori neutri. Particolare attenzione è stata riservata agli arredi. Sedie, tavoli, poltrone, divani, librerie ecc. sono stati realizzati con materiali naturali e resistenti tenendo conto delle norme di sicurezza.

La metodologia scelta da Villa Anita è quella del “Gentle Care”, caratterizzata da un intervento protesico che ha come obiettivo il benessere del paziente e di chi gli sta vicino.
La nostra metodologia di intervento si fonda sulla costruzione di un ambiente protesico di cura e supporto al paziente, nel quale sono in relazione dinamica tre componenti: Persone, Spazio Fisico e Programmi.
Gli operatori che si prenderanno cura degli utenti affetti da demenza hanno sviluppato in modo appropriato la loro professionalità, la capacità di comunicare con il linguaggio verbale e non verbale, la capacità di osservare, di analizzare e di risolvere i problemi, e non da ultimo il rispetto.

Il Centro Diurno Villa Anita è aperto nei giorni feriali dal lunedì al sabato, dalle 09.00 alle 17.00.
Gli utenti che non possono accedere autonomamente possono usufruire di un servizio di trasporto.

La struttura offre servizi aggiuntivi quali:

  • podologo;

  • barbiere;

  • parrucchiere;

  • visite specialistiche mediche.

Il Centro Diurno per i deficit cognitivi di Villa Anita, in parallelo con l’Ambulatorio Medico Polispecialistico Medical Care garantisce consulenze di grande livello su vari aspetti delle malattie neurodegenerative e non solo, tale da consentire di coniugare l’urgenza di far diagnosi precoce con la necessità di garantire un’assistenza di alto profilo a quegli utenti la cui condizione soggettiva consente una efficace presa in carico. La possibilità di intervenire adeguatamente nei confronti di persone affette da disturbi cognitivi, infatti, pur in assenza di cure risolutive, è direttamente proporzionale alla tempestività della diagnosi che spesso, invece, viene fatta quando ormai la malattia è conclamata. La Direzione scientifica di Villa Anita è affidata al Professore Emerito Paolo Livrea, già Preside della facoltà di Medicina di Bari e Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche del Policlinico di Bari con cui la struttura ha istituito una convenzione, anche le altre prestazioni specialistiche ambulatoriali saranno effettuate da professionisti di eccellenza.